Pesciculture

GLI ALLEVAMENTI DELL’ ASSOCIAZIONE PESCATORI BASSO SARCA

L’Associazione gestisce le pescicolture di Pranzo di Tenno e Pez di Ragoli da più di 25 anni. Inizialmente l’attività è partita con la pescicoltura di Pranzo di Tenno, le trote adulte allevate appartenevano alla specie Fario,

Successivamente si ritenne utile acquisire ulteriore pescicoltura al fine di produrre anche il novellame della stessa specie, per questo era necessario disporre d’acqua di sorgente. Dopo attenta ricerca, vista la disponibilità di concedere in affitto da parte della proprietà la pescicoltura di Pez Ragoli, fu stipulato regolare contratto d’affitto che con i dovuti aggiornamenti perdura tuttora.

Negli anni le due pescicolture hanno subito sostanziali modifiche soprattutto inerenti la gestione, in particolare:

a) da una produzione impostata all’allevamento della trota Fario adulta si è passati ad una consistente produzione d’avannotti di trota Fario (cm. 4-6) circa 150.000-200.000 all’anno;

b) negli anni 90 si è deciso di dare una svolta di qualità alla nostra produzione di trota Fario, il materiale ittico è stato progressivamente sostituito con la Fario proveniente dal rio Travignolo del Parco di Paneveggio. Il materiale ci è stato fornito dal dott. Alvise Vittori responsabile dell’Istituto Agrario di San Michele.

c) La sostituzione progressiva della nostra trota Fario già buona, con quella fornitaci dall’Istituto Agrario di S. Michele, ha notevolmente contribuito al miglioramento sia della qualità sia della produzione. In particolare è stato introdotto il circuito chiuso fra le due pescicolture. Le fattrici ed i maschi di trota Fario venivano selezionati presso la pescicoltura di Pranzo, nel mese di dicembre avveniva la fecondazione artificiale delle uova che erano poi inviate, per la schiusa, alla pescicoltura di Ragoli per poi ritornare sotto forma di trotella alla pescicoltura di Pranzo.

Tale pratica con gli opportuni aggiornamenti tecnici è tuttora in vigore.

Con la collaborazione del perito Barucchelli Giovanni si è altresì dedicato attenzione all’aspetto sanitario le trote erano sempre meno soggette a morie e la loro vivacità migliorava di anno in anno.

d) Negli anni successivi la produzione della specie Fario è costantemente migliorata, ogni anno da parte dell’Istituto Agrario di S. Michele ci sono stati forniti circa 100-200 maschi per il rinsanguamento della specie.

e) Nell’anno 1998 abbiamo ottenuto per tutti i due allevamenti, la certificazione dalla Commissione CEE di pescicolture indenni. Tale certificato è stato per noi un riconoscimento all’opera svolta per migliorare la qualità del materiale prodotto.

Nella foto si può vedere la Mamma di tutti gli avannotti della pescicoltura di Ragoli, la Signora ALDA che grazie alla sua immensa passione si possono avere superbi risultati nell’allevamento delle trote.

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Nella foto si vedono dei bellissimi riproduttori di trote fario pronte per la spremitura

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Nella foto si vedono gli incubatoi della nostra associazione; in colore azzurro quelli per le trote lacustri; in colore arancione quelle per la trota marmorata e fario ( quest’ultimi sono stati costruiti da dei volontari della nostra Associazione.

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Nella foto si vedono le uova di trota lacustre poste in un incubatoio.

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Nella foto si vedono le avanottiere per lo svezzamento degli avannotti di trote con alimento specifico.

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Nella foto si vedono gli avannotti che diventeranno poi adulti in acque libere

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f) Nel 1999 il direttivo ha deciso di dedicarsi alla produzione della trota Marmorata. Abbiamo acquistato dall’allevamento Facchini circa 40 trote Marmorata indenni. Tanti sono stati gli insuccessi che abbiamo avuto con tale specie, attualmente abbiamo circa una 50 di fattrici.

Già da diversi anni le due pescicolture sono gestite in maniera encomiabile dal sig. Bruno Agnolin in qualità di responsabile degli allevamenti e dai nostri due collaboratori in qualità di dipendenti dell’Associazione, che si avvalgono per le operazioni più gravose quali la fecondazione artificiale e la manutenzione degli impianti, dell’aiuto di membri del direttivo e di nostri associati.

In questi ultimi anni si è cercato di improntare la gestione sulla qualità del prodotto e sulla possibilità di poter disporre anche per il futuro dei due allevamenti.

Per quanto concerne la qualità del prodotto anche quest’anno l’Istituto Agrario di S. Michele ci ha fornito circa 1.500 trotelle Fario provenienti dal rio Travignolo del parco di Paneveggio.

Nella foto si vede la fase della spremitura di una trota

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Dopo la spremitura le uova vengono messe in un incubatoio

Nella foto un riproduttore di trota

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Quanto sopra è stato possibile grazie all’esperienza del nostro responsabile sig. Bruno Agnolin ed alla preziosa opera prestata con dedizione e professionalità dai nostri dipendenti

Se loro sono stati i registi ed anche lavoratori per le operazioni più gravose si sono avvalsi dell’aiuto di membri del direttivo ed anche di nostri associati che hanno dedicato il loro tempo libero a favore dell’Associazione.

Ed è solamente grazie al volontariato, il quale come comunemente noto apporta benessere e miglioramento generale senza nulla chiedere, che permette all’Associazione di crescere e mantenersi almeno in parte con le proprie forze

Spesso è proprio la soddisfazione che si riceve nel vedere compiere i propri progetti che da lo stimolo per procedere al meglio.

Il possedere degli incubatoi da sicuramente dei vantaggi notevoli in termini di qualità del materiale ittico prodotto, ma crea problemi gestionali in quanto le spese sono fisse.

Acquistare del materiale ittico sul mercato da flessibilità di gestione in quanto se esiste disponibilità economica si acquista altrimenti no.

Le spese di gestione annuale degli incubatoi sono fisse ma se la disponibilità economica si riduce (ad esempio per calo dei soci, ecc.) chi paga l’affitto, il mangime, ecc.

Stiamo collaborando anche ad un progetto molto ambizioso: il recupero della trota Lacustre.

Nei prossimi mesi saranno prelevati i riproduttori dei Coregoni dal lago di Levico, una svolta che le uova si saranno schiuse gli avannotti saranno immessi anche nel lago di Cavedine, Levico, Toblino, S. Massenza e Tenno.

Foto campane per goregoni

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LA TROTA LACUSTRE

E’ iniziato nella stagione invernale 2003/2004 in collaborazione con Provincia di Trento il recupero per la trota lacustre.

RELAZIONE IN MERITO ALLA COLLABORAZIONE INERENTE ALLE ATTIVITA’ SPERIMENTALI DI RIPRODUZIONE ARTIFICIALE DI SALMO TRUTTA MORPHA LACUSTRIS AI FINI DEL RIPOPOLAMENTO DEI LAGHI DEL TRENTINO ANNO 2004.

La collaborazione si è articolata in due fasi distinte, una prevede il recupero di riproduttori di trota Lacustre nella parte bassa del fiume Sarca ed il loro invio presso l’incubatoio di Bardolino (VR), l’altra prevede il recupero di riproduttori di trota Lacustre dal torrente Mandola di Caldonazzo ed il loro invio presso il nostro incubatoio di Pez Ragoli per le operazioni di fecondazione artificiale.

La prima fase si è concretizzata a fine anno 2003 con il recupero di riproduttori eseguito dai nostri guardapesca in collaborazione con il personale del Vostro Ufficio (dott.ssa Paola Testa e GIV Moreno Tacconi) ed il loro trasferimento presso l’incubatoio di Bardolino (VR).

I riproduttori catturati sono stati circa 10.

La seconda fase che ha maggiormente coinvolto la nostra Associazione si è concretizzata il 05 dicembre 2003 con il recupero di riproduttori dal torrente Mandola.

Il campionamento è stato eseguito, con condizioni meteo buone, alla foce del torrente Mandola (per circa 600 metri), sono state catturate alcune trote Fario (rilasciate) e numerose trote Lacustri.

Complessivamente sono state prelevate circa 30 trote lacustri e trasportate al nostro incubatoio di Pez Ragoli per la stabulazione.

Altre trote Lacustri sono state invece spremute sul posto per la fecondazione artificiale e prontamente liberate, l’operazione ha avuto successo e dalla spremitura sono state ottenute circa 5.000 uova.

Le fattrici non spremute sono state riportate nel torrente Mandola e rilasciate.

Al campionamento e alla spremitura hanno partecipato i nostri due Guardapesca oltre al personale del servizio faunistico.

Dopo 10 giorni di stabulazione (15 dicembre 2003) sono state spremute alcune fattrici (5 femmine e 2 maschi), dalle quali è stato possibile ricavare circa 20.000 uova.

Le uova fecondate hanno manifestato una bassissima mortalità e gli avannotti, una sopravvivenza molto elevata che si è protratta per tutto il periodo di riassorbimento del sacco vitellino.

Una maggiore mortalità, in linea comunque con quanto avviene di norma in allevamento, si è verificata durante il primo svezzamento degli avannotti (la fase “più critica” e selettiva è generalmente corrispondente all’avvio dell’alimentazione attiva).

L’alimentazione degli avannotti è stata attuata con Artemia salina, successivamente con Artemia salina mescolata a mangime finissimo d’alta qualità ed infine esclusivamente a base di mangime.

Alla fine di febbraio 2004, metà degli avannotti presenti nelle vaschette lineari (vasche d’incubazione) custodite all’interno di casetta in legno, sono stati trasferiti all’esterno in vasca circolare a corrente tangenziale (tipo Poloplast). Il mese successivo è stato trasferito il restante contingente in un’analoga vasca circolare.

Si è notato che gli avannotti mantenuti nelle vasche d’incubazione si presentavano più grossi e apparentemente in migliori condizioni di salute di quelle presenti nelle vasche circolari esterne.

Gli avannotti ottenuti in questa prima fase sono stati circa 20.000.

Lo svezzamento è continuato in maniera più che soddisfacente e periodicamente è stato controllato da parte del personale del Vostro Ufficio (dott.ssa Paola Testa e GIV Moreno Tacconi).

Il giorno 15 e 16 giugno 2004 sono state prelevate le trotelle Lacustri per essere immesse rispettivamente nel torrente Mandola e nel torrente Albola.

Le rimanenti n° 500 sono tuttora stabulate nel nostro incubatoio di Pez Ragoli .

La dimensione media delle trote Lacustri, registrata prima delle festività 2004, è pari a circa 18 – 20 cm. L’accrescimento delle trote Lacustri è stato considerevole, il loro adattamento pur mantenendo le caratteristiche di selvaticità alla vita dell’incubatoio è notevole, tale indicazione ci fa sperare di avere entro il 2005 i primi riproduttori.

Se le trotelle rilasciate nel torrente Mandola ed Albola si comporteranno come le consorelle stabulate nell’incubatoio si potrà sperare in un recupero in tempi relativamente brevi della trota Lacustre.

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E’ un successo che va oltre ogni ottimistica previsione e, dimostra come la collaborazione in atto sia stata efficiente ed efficace. L’impegno e la professionalità fornitaci dal personale del Vostro Ufficio (dott.ssa Paola Testa e GIV Moreno Tacconi) è stata preziosa.

L’impegno sia di personale sia di mezzi forniti dall’Associazione è stato considerevole, crediamo che l’esperienza maturata in tanti anni di conduzione dei nostri incubatoi sia di Pez Ragoli sia di Pranzo di Tenno da parte del nostro personale , coadiuvati dal nostro responsabile sig. Bruno Agnolin abbia contribuito al successo di questa prima fase.

Ora, nei nostri allevamenti abbiamo circa 500 fattrici di trota lacustre di diversa annualità, dai 2 ai 5 anni, dopo tale età vengono rilasciate nelle acque dell’associazione.

Attuale la consistenza delle nostre pescicolture :

Trote Fario, dalle fattrici a tutti gli stati di accrescimento fino ad ottenere l’adulto per la semina del pronto pesca.

Trote Mormorate, dalle fattrici ad alcuni stati di accrescimento di avannotto per la semina nelle nostre acque.

Trote Lacustri, dalle fattrici a tutti gli stati di accrescimento di avannotti per la semina nelle nostre acque, e forniamo avannotti ad alcune associazioni di pescatori della Provincia.

Foto di catture di trota lacustre

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